L'esplosione a BEIRUT, dove sono MORTE più di 100 persone e migliaia di feriti (4.000), rischia di rimanere nella storia come una delle tragedie, di questo tipo, più gravi e forse più imprevedibili. E i dubbi, dopo aver visto le immagini SHOCK, iniziano a sorgere da ogni parte del mondo. Il primo è stato il Presidente Trump che subito dopo l'esplosione ha dichiarato che potrebbe essere stato un attentato.

Danilo Coppe invece, geominerario, fra i più importanti esperti di esplosivistica in Italia e fondatore della SIAG, società di esplosivistica civile con sede a Parma, ha dichiarato: “Quello per me, a Beirut, era un deposito di armamenti, non c'entra il nitrato di ammonio. Fa del fumo giallo e lì si vede arancione e rosso, primo. Poi, non erano 2.700 tonnellate, perché se fossero state 2.700, voleva dire più di 100 container di nitrato di ammonio. E 100 container non esplodevano in simultanea così, perché il nitrato da solo se ne sta bravo". Poi nella vita tutto è possibile, però io non credo sia nitrato di ammonio quello che è esploso".

E Coppe continua: "Il nitrato di ammonio è un fertilizzante, da solo non esplode. Devi additivare con altre cose per fare degli esplosivi. E quindi dubito che avessero miscelato qualcosa per farci, così, un mega deposito di esplosivo in mezzo al porto. Nemmeno il più pazzo avrebbe mai creato un deposito di quella dimensione di quantità in una situazione così, inverosimile. Tanto più, rimarca ancora l'esperto di esplosioni, di fianco a un deposito di munizioni, perché quelle che scoppiano non sono fuochi d'artificio. Tra un'esplosione e l'altra ci sono tutte quelle microesplosioncine a raffica. Anche quelli non erano fuochi d'artificio, insomma. E quindi uno cosa fa? Un deposito di esplosivo di fianco a una fabbrica di fuochi d'artificio? No, no. Non torna niente".