La VIROLOGA CAPUA spiega il perché dell'AUMENTO dei CONTAGILa VIROLOGA CAPUA spiega il perché dell'AUMENTO dei CONTAGIIlaria CAPUA, virologa e direttore dell'Emerging Pathogens Institute dell'Università della Florida, chiarisce che ci sono COLPE da attribuire all'AUMENTO dei CONTAGI di questi giorni."In queste settimane è aumentata la mobilità, la gente ha ripreso a viaggiare, molte attività sono ripartite. E, contestualmente, c’è stato anche un calo di attenzione: mascherina, distanziamento e igiene sono basilari per abbattere i contagi. Se vengono meno, i numeri crescono. È inevitabile". E' questo il motivo dell'impennata della positività al COVID-19. Lo ha riferito, sempre la virologa al La Stampa.

E' quindi ormai chiaro a tutti, esperti e non, che la situazione epidemiologica in Italia è cambiata, in peggio purtroppo. Se fino a qualche settimana fa la linea dei nuovi casi di CORONAVIRUS era ferma sotto la soglia 1.500-2000 giornalieri, da 4-5 giorni siamo ben oltre i 4.000 con punte superiori a 5.000. Insomma, il nostro Paese sta vivendo una nuova fase, di apprensione, determinata dall'aumento esponenziale dei contagi.

Secondo Capua, "è riduttivo e anche pericoloso puntare il dito sulla scuola. La scuola, così come altri ambiti, porta le persone a spostarsi, ad avere relazioni: ma basterebbe seguire le regole date per limitare i rischi. Non farei sentite in colpa i nostri studenti per comportamenti errati di altri". La virologa invita poi a tenere sempre la mascherina, in classe come in ufficio. "Questione di abitudine, poi neppure ci si ricorda di averla. Tra qualche anno sarà solo un ricordo: questa è la storia delle infezioni virali". "Credo che in questo periodo, per fare un esempio, non sia saggio fare una festa di matrimonio con invitati da mezza Italia. Paradossalmente il raduno di cento abitanti di un paesino sarebbe meno rischioso di un gruppetto di individui che arrivano da aree diverse. Ovviamente non bisogna rinunciare a sposarsi: si può fare una cerimonia più piccola e rimandare l’evento di un paio d’anni, quando presumibilmente saremo tornati a una normalità".