Il blizzard di Santa Lucia, 13 dicembre 2001Il blizzard di Santa Lucia, 13 dicembre 2001Una data è rimasta certamente scolpita nella mente degli appassionati di meteorologia e soprattutto della neve: il 13 dicembre 2001. Ognuno degli abitanti del Nord Italia ha molto probabilmente un ricordo o un aneddoto legato a questa gelida giornata. Ecco cosa è accaduto.

Inizialmente la tormenta nevosa di quel giorno di diciotto anni fa fa fu classificata come burian, pur non avendone tutte le caratteristiche.
Non fu nemmeno una previsione facile e restò abbastanza incerta fino all'ultimo; solo a 24 ore dall'evento gli esperti riuscirono infatti a inquadrare l’evento come situazione molto favorevole a tormente di neve.
Il nostro sito però aveva predetto la nevicate già con 4 giorni di anticipo.
Quel che è certo è che in molti settori della Valpadana sarà ricordato come il giorno della bufera di neve.

Si trattò, tra l’altro, di una situazione abbastanza anomala, verificatasi nel contesto di un inverno a dire la verità siccitoso, con rarissime precipitazioni nello stesso mese di Dicembre ma anche nel successivo Gennaio.
I disagi furono notevoli, ma il problema maggiore in realtà non fu la neve, caduta sì diffusamente, ma non con quantitativi esagerati; i veri pericoli furono portati dai fortissimi venti siberiani che accompagnarono la “dama bianca”, favorendo la visione di un ambiente a dir poco spettacolare, ma anche ghiacciando inesorabilmente le vie di comunicazione.

L’evento fu tutto sommato rapido: fino al primo pomeriggio di quel 13 dicembre le condizioni meteo sull'Italia erano buone, con soleggiamento diffuso e anche le temperature non erano troppo rigide.
In poco tempo tuttavia i venti si intensificarono notevolmente, con provenienza orientale: ciò ebbe come primo effetto una discesa importante dei valori termici.

Nel corso del pomeriggio si verificarono contemporaneamente due condizioni che favorirono i blizzard: aumento progressivo dei venti ed intensificazione della nuvolosità, accompagnata dalla caduta della neve. In prima serata in molte zone si era già sotto i -4 gradi.
L’accumulo nevoso oscillò tra i 5 e i 25 centimetri sulle pianure, a seconda della zona, con valori maggiori sulla Romagna: il manto fu decisamente irregolare a causa delle forti correnti.
Le precipitazioni terminarono in tarda serata, i venti diminuirono di intensità qualche ora dopo.
Nella serata del 13 dicembre vennero paralizzate diverse località, con disagi specialmente per gli automobilisti, costretti a lunghe code e a rientri nelle proprie abitazioni con diverse ore di ritardo rispetto al consueto; alto anche il numero degli incidenti causati dalla formazione di ghiaccio.

La mattina seguente praticamente tutta la Pianura Padana appariva alla stregua di un territorio artico.
Grazie alle schiarite le temperature precipitarono ulteriormente, portandosi anche a -7 gradi: ciò permise il perdurare di uno scenario da favola, ma anche il protrarsi della pericolosità di strade e autostrade. La mattina del 15 dicembre le temperature scesero ancora, con la neve che non aveva modo di sciogliersi. Essa accompagnò le popolazioni del Nord per buona parte di quel particolare inverno.