Il buco dell'ozono si è ridottoIl buco dell'ozono si è ridottoRicordate il buco dell'ozono? È sempre lì, ma adesso c'è una buona notizia: secondo il progetto COPERNICUS, il programma di osservazione della Terra dell'Unione Europea, le sue dimensioni sarebbero infatti le più piccole mai registrate da 30 anni a questa parte.
Cerchiamo di capire i motivi e le conseguenze.

Bisogna ringraziare in parte il Protocollo di Montreal, adottato nel 1987 proprio per proteggere lo strato di ozono, se progressivamente il “buco” si è andato riducendo. Correva l'anno 1985 quando gli scienziati britannici annunciarono una terrificante scoperta: sopra l'Antartide c'era un buco nello strato di ozono. Una prova che le attività umane stavano avendo effetti negativi (specie a lungo termine) su quello “scudo” nella stratosfera che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette potenzialmente dannose. Al suo apice, il buco misurò 25 milioni di chilometri quadrati di diametro.
Quest'anno le sue dimensioni dovrebbero essere inferiori ai 10 milioni di chilometri quadrati, secondo quanto stima Vincent-Henri Peuch, responsabile del Servizio di sorveglianza dell'atmosfera Copernicus (CAMS). Un'area comunque vastissima, paragonabile alla dimensione degli Stati Uniti o della Cina.

Il buco dell'ozono in Antartide inizia a formarsi ogni anno in agosto, raggiungendo il picco in ottobre e richiudendosi di nuovo in dicembre. Tuttavia, i dati del CAMS di quest'anno rivelano l'occorrenza di un episodio unico: la formazione del buco è stata anticipata di due settimane. Oltre ad essere molto più piccolo rispetto agli ultimi decenni, si sarebbe spostato rispetto al centro del Polo Sud. Questo perché dall'inizio di settembre il vortice polare, un fortissimo flusso di aria fredda che crea le condizioni per la formazione dei buchi di ozono, è diventato instabile.
Il motivo? Le temperature fino ai 40 gradi, davvero fuori dalla norma, raggiunte nella stratosfera, (quella porzione di atmosfera che deriva il suo nome dalla sua struttura a strati con differenti temperature (quella occupata dall'ozono non è normalmente così calda).

La riduzione del buco dell'ozono (già segnalata nel 2017 dalla NASA) rappresenta un evento senz'altro positivo per il Pianeta, in quanto la sua espansione rappresenta un grave rischio per la vita in generale. Essa può essere causa di gravi danni per la salute dell’uomo: infatti, la mancanza di “schermatura” da parte della fascia di ozono è responsabile di un aumento dei raggi ultravioletti in atmosfera, fattore scatenante per esempio del cancro alla pelle (melanoma). Per gli animali, inoltre, esso determina la distruzione dei tessuti e la morte; per le piante, infine, induce la riduzione dell’attività fotosintetica e il blocco del loro accrescimento.