Come si vede dalle foto a distanza di un secolo il confronto è inquietanteCome si vede dalle foto a distanza di un secolo il confronto è inquietanteUna serie di fotografie dei ghiacciai del Monte Bianco scattate a un secolo di distanza mostrano gli inquietanti effetti dei cambiamenti climatici e suscitano paura. Vediamo di capire come questi ghiacciai sono cambiati in 100 anni.

L'idea di mettere a confronto foto storiche dei ghiacciai con nuovi scatti è venuta a due ricercatori, Kieran Baxter e Alice Watterson del Duncan of Jordanstone College of Art & Design, presso l'Università di Dundee, in Scozia, che hanno sorvolato il massiccio con un elicottero ad agosto 2019.

Tutto è iniziato grazie alle fotografie del pilota, fotografo, scrittore e imprenditore svizzero Walter Mittelholzer, un vero e proprio pioniere dell'aviazione che morì a soli 43 anni in un incidente di arrampicata sull'Hochschwab, in Austria. A bordo del suo biplano, nel 1919 (quando aveva solo 25 anni), sorvolò il Monte Bianco e scattò alcune spettacolari fotografie dei ghiacciai soprastanti, come il "Mer de Glace" (Mare di Ghiaccio), una lunga lingua incastonata tra le rocce che origina dall'unione del ghiacciaio di Leschaux e del ghiacciaio del Tacul; l'Argentiere, nel comune di Chamonix (versante francese del Monte Bianco) e il ghiacciaio dei Bossons.

Baxter e Watterson, avvalendosi di sofisticate tecnologie di mappatura per determinare il punto esatto dove era posizionato Mittelholzer quando scattò le fotografie, hanno ricostruito gli spostamenti del pilota svizzero e li hanno ripercorsi a bordo di un elicottero. Raggiunti i punti chiave hanno scattato fotografie identiche a quelle originali, che mostrano in modo inequivocabile la massa di ghiaccio perduta dal Monte Bianco.
"La scala della perdita di ghiaccio è stata immediatamente evidente quando abbiamo raggiunto l'altitudine, ma è stato solo confrontando le immagini fianco a fianco che si sono resi visibili gli ultimi cento anni di cambiamento. È stata un'esperienza mozzafiato e straziante, in particolar modo sapendo che la fusione ha subito un'accelerazione massiccia negli ultimi decenni", ha dichiarato il dottor Baxter.

Ironia della sorte, l'aviatore svizzero fu promotore dei voli commerciali che nel corso dei decenni hanno contribuito al riscaldamento globale e dunque allo scioglimento dei ghiacci. Anche i ricercatori coinvolti in questa indagine fotografica sanno bene che la loro missione non è stata del tutto "indolore" sotto il profilo delle emissioni, ma che attualmente non esiste ancora alcuna alternativa valida al sorvolo basato su combustibili fossili quando si lavora a simili quote. Come hanno spiegato, tuttavia, queste foto servono a dimostrare che tra cent'anni un'altra missione analoga non avrebbe nulla da fotografare.

I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sul sito ufficiale dell'Università di Dundee.