Il burian è arrivato fino in Grecia e TurchiaIl burian è arrivato fino in Grecia e TurchiaUn'ondata di gelo e neve storica sta colpendo Grecia e Turchia paralizzando intere città anche sul livello del mare. La cronaca meteo parla chiaro: il tanto temuto Burian che vi avevamo anticipato si è scatenato proprio a due passi dall'Italia (e sfiora le nostre regioni del Sud) dove ha innescato vere e proprio bufere nevose.

Con il termine Burian si identifica un vento gelido nordorientale che durante il periodo invernale soffia sulle gelide e sterminate lande siberiane o le steppe kazake diretto verso gli Urali e le pianure sarmatiche. Spesso esso si spinge in Asia sin verso lo Xinjiang (Cina), mentre più raramente valica gli Urali invadendo l'Europa. Il termine deriva dalla lingua russa o ancora prima dal turco buragan, che significa "vento molto forte". In effetti le raffiche di vento possono raggiungere i 100 km/h spesso accompagnate da tormente di neve che portano a drastiche riduzioni di visibilità, aumentando di molto la sensibilità al freddo.

Origine geografica. Il tutto ha inizio nelle sterminate pianure e steppe tra la Siberia, il Kazakistan, la Mongolia e le altre ex Repubbliche Sovietiche dell'Asia centrale. Qui, durante il periodo invernale, il forte raffreddamento, indotto da una ridotta radiazione solare e dalla lontananza dal mare, porta alla formazione di un gelido strato d'aria dello spessore di pochi chilometri d'altezza, definito in termine tecnico "pellicolare". L'aria gelida dà origine al famoso anticiclone russo-siberiano, un anticiclone termico che a differenza di quelli dinamici (come quello delle Azzorre) non sempre è sinonimo di tempo stabile e soleggiato.

Cause scatenanti. Solo con determinate configurazioni bariche il Burian riesce ad invadere l’Europa. Infatti, come conferma anche il passato climatologico e la letteratura scientifica, affinché ciò avvenga deve venirsi a creare un preciso schema barico sul Vecchio Continente, ovvero il cosìddetto "Ponte di Woeikoff": esso si origina quando l'alta pressione delle Azzorre si allunga dall'Atlantico fino a raggiungere la Scandinavia, saldandosi in parte con l'alta pressione russo siberiana. Il flusso gelido inizia così a fluire come un vero e proprio "fiume d’aria" lungo il bordo orientale del ponte altopressorio, spingendosi verso il cuore dell’Europa, dove penetra con gelidi venti nord-orientali che portano a un tracollo termico e a locali episodi di blizzard (tempeste di neve).

Ed è proprio quello che sta succedendo in questi giorni tra Grecia e Turchia dove si registrano vere e proprie bufere di neve. La capitale Atene è stata letteralmente sommersa da 40/50 cm di neve fresca in pochissime ore regalando cartoline da fiaba, con l'Acropoli immersa in atmosfere più tipiche delle Alpi che non del mar Egeo. Secondo Costas Lagouvardos, direttore di ricerca dell'Osservatorio nazionale di Atene, si tratta dell'ondata più fredda dal 1968.

E in Italia? Al momento l'ondata gelida ha solamente sfiorato il nostro Paese nel corso di lunedì 24 gennaio, con la neve che è arrivata fino a Lecce, Brindisi e in alcuni tratti del Salento, a Collepasso, Casarano, Taviano e Racale. Bufere nevose hanno peraltro interessato anche la Calabria, con accumuli importanti sulla Sila e con fenomeni senza accumulo fino a Corigliano-Rossano, Crotone e Isola Capo Rizzuto.
Situazione ed evoluzione. Le condizioni sono previste in miglioramento e salvo qualche passaggio instabile tra venerdì 28 e sabato 29, specie sul versante adriatico e al Sud, il sole continuerà a splendere sull'Italia grazie alla protezione fornita da un'alta pressione che sta di fatto condizionando il tempo ormai da diverse settimane, provocando una prolungata e per certi versi anomala assenza di precipitazioni.