La La "stanchezza" del Sole influisce sul climaDa diverso tempo il Sole è sempre più stanco e sta facendo registrare un periodo di grande minimo.Cerchiamo di capire perché e quali potrebbero essere le conseguenze sul nostro clima.

Si parla innanzitutto di minimo allorché sulla superficie dell'astro a noi più vicino non compaiono più macchie solari (che appaiono più scure rispetto alle zone circostanti, perché si trovano ad una temperatura inferiore). Durante il 2019 inoltre il 74% dei giorni dell'anno è stato privo di macchie (con una serie di 16 giorni consecutivi) e questo è un “record”. Il precedente (73%) era stato stabilito nel lontano 2008.

Ma quali le conseguenze sul clima? Gli studi compiuti dal fisico danese Svensmark in anni recenti hanno dimostrato come l'aumento dei raggi cosmici (particelle cariche di energia che vengono intercettate dall'atmosfera terrestre) dovuto alla “debolezza” del vento prodotto dal stella a noi più vicina (il vento solare) innesca delle reazioni chimiche insieme al pulviscolo atmosferico, facendo in modo di coagulare su di sé il vapore acqueo presente nell'atmosfera terrestre. E questo meccanismo favorisce la formazione di nubi.

Quindi nel momento in cui la nostra stella è ai massimi di attività l'atmosfera ha meno copertura nuvolosa, perché i raggi cosmici sono maggiormente deviati dal vento solare così che una maggiore energia giunge fino alla superficie terrestre. Invece, quando Il Sole è più debole (come nel caso attuale) è maggiore la copertura nuvolosa per cui diminuisce l'energia in arrivo, perché riflessa dalle nubi stesse.

Un Sole dunque con bassa attività è causa di una maggiore nuvolosità, che riflette la radiazione solare nello spazio, e che è motivo di una diminuzione della temperatura globale.