INVERNO 2020/2021: senza freddo e neve in Italia. Il Vortice Polare sarà decisivoINVERNO 2020/2021: senza freddo e neve in Italia. Il Vortice Polare sarà decisivoAnche l'inverno 2020/2021 rischia di essere "caldo" (rispetto alle medie di riferimento) e pure caratterizzato da scarsità di precipitazioni nevose, soprattutto in pianura, un po' come accaduto negli ultimi anni. Qualcosa a livello climatico sembrerebbe essersi rotto, spesso ci troviamo a fare i conti con valori anomali ed eventi meteo estremi.
Ma in questo specifico caso c'è un ultimo fattore che sarà decisivo: il famigerato vortice polare, che potrebbe avere influenza anche per l'Italia.

Analizzando gli inverni del passato ci si è resi conto che il vortice polare è in grado di condizionare pesantemente l'andamento del trimestre freddo. Esso si configura come una vasta zona di bassa pressione che staziona in maniera quasi permanente (da settembre a maggio) sopra il Polo Nord e al cui interno è racchiusa tutta l'aria fredda che si produce continuamente sulla calotta artica e che trova il suo sfogo attraverso i centri depressionari diretti verso Sud, quindi fin sul Mediterraneo (e, naturalmente, anche sull'Italia), provocando maltempo e un drastico calo delle temperature.
Ebbene, il comportamento del vortice polare (che per comodità chiameremo "VP") NON è sempre identico e le sorti della stagione fredda sono per buona parte dipendenti dai suoi movimenti.

Ecco le possibili conseguenze:
- se è il VP è forte e compatto il grande freddo rimarrà verosimilmente confinato al Polo Nord, ragion per cui sull'Italia ci sarà da attendersi un tempo stabile con alte pressioni invadenti e con temperature più miti.
- se invece, come accade talvolta, il VP si spezza in due o più parti, muovendo il suo carico di aria molto fredda e instabile verso Sud, allora le probabilità che ondate di gelo e neve raggiungano anche il nostro Paese crescono sensibilmente.

Ma da cosa dipende questa seconda e più interessante eventualità? La causa della spaccatura del VP va ricercata nell'afflusso di aria decisamente più calda in alta atmosfera, in termine tecnico stratwarming.

EFFETTI in ITALIA - Al momento le previsioni sul lunghissimo periodo propendono per un VP molto forte e arroccato alle alte latitudini polari. Questa ipotesi trova peraltro conferma anche nelle proiezioni stagionali del Centro Europeo. A tal proposito, la mappa che vi proponiamo qui sotto, si riferisce all'ultimo aggiornamento emesso: da essa emerge abbastanza chiaramente come i valori termici dovrebbero mantenersi oltre la media addirittura di 2°C sulla Russia e su parte della Penisola Scandinava, ovvero proprio in quei serbatoi di freddo da cui nascono gli impulsi gelidi in grado di portare le ondate di gelo e neve alle latitudini più meridionali del continente europeo, fin sul nostro Paese.
Sempre analizzando la proiezione, possiamo notare un'anomalia positiva di temperature su buona parte dell'Italia con valori di circa +1°C rispetto alle medie climatiche di riferimento. Non sembra molto, ma si tratta di una discrepanza notevole, capace di fare la differenza soprattutto in tema di precipitazioni nevose.
Insomma si profila, almeno per ora, una stagione tutt'altro che da brividi.

Mappa 1: ultimo aggiornamento previsioni stagionali Ecmwf Mappa 1: ultimo aggiornamento previsioni stagionali Ecmwf