Nebbia e smog in aumento nei prossimi giorniNebbia e smog in aumento nei prossimi giorniNei prossimi giorni, grazie ad un temporaneo regime di alta pressione, torneranno foschie, nebbie e nubi basse sulla Val Padana. Attenzione poi anche ai livelli di SMOG che sono previsti in sensibile aumento con possibili ripercussioni pure sul COVID-19. Scopriamo subito il perché e le zone maggiormente a rischio.

La maggiore stabilità atmosferica, dovuta alla presenza temporanea di un'area anticiclonica e all'assenza di vento, favorirà il ritorno delle nebbie, specie nelle ore più fredde tra la giornata di sabato 24 e quella di domenica 25 ottobre. Massima attenzione in particolare alle basse pianure di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, dove i cosiddetti "banchi" potranno localmente risultare fitti e persistenti per tutto il giorno (come a Milano e Torino ad esempio nella giornata di domenica). Qualche foschia non è peraltro da escludere anche nelle vallate interne del Centro Sud, specie quelle laziali e campane.
Raccomandiamo quindi prudenza a chi si metterà in viaggio su strade ed autostrade nei prossimi giorni.

Ma la nebbia non ha risvolti negativi solamente in merito alla riduzione della visibilità sulle nostre strade e autostrade. Essa è anche sinonimo di inquinamento, specie nelle grandi aree urbane del Nord, dove in queste ore lo smog sta salendo ai massimi livelli.
Un tale scenario meteo favorirà, a tal proposito, l'accumulo di sostanze inquinanti nei bassi strati, con conseguente peggioramento della qualità dell’aria, soprattutto nei grandi centri urbani, come Milano, Torino e Bologna, ma anche Padova.

SMOG e CORONAVIRUS - Negli ultimi tempi, infine, si è parlato molto di un legame tra nebbia, smog e diffusione dei virus, in particolare del COVID-19. Ma cosa c'è di vero?
Come riportato recentemente anche dal quotidiano Repubblica, alcuni ricercatori della Società Italiana di Medicina Ambientale sostengono che "in condizioni di stabilità atmosferica e alte concentrazioni di PM, le micro-goccioline infettate contenenti il coronavirus SARS-CoV-2 possono stabilizzarsi sulle particelle per creare dei cluster col particolato, aumentando la persistenza del virus nell'atmosfera come già ipotizzato sulla base di recenti ricerche internazionali".
Questo è quanto emerge dall'analisi dei dati durante la prima fase della pandemia tra febbraio e marzo.
E non sembra essere una buona notizia per i prossimi giorni!