World Vegan Day, 1 novembreWorld Vegan Day, 1 novembreNella giornata del Primo Novembre si celebra il World Vegan Day: cerchiamo di capire perché, secondo quanto scritto dalla giornalista Elisabetta Ambrosi su "Il Fatto Quotidiano", siamo destinati a non mangiar più carne.

Tra le cause principali per cui molte persone diventano vegane, rifiutando di consumare qualsiasi tipo di carne o prodotto derivante dallo sfruttamento degli animali, vi sarebbe principalmente il rispetto per l’esistenza degli altri esseri viventi e il rifiuto della violenza su esseri inermi come gli animali; si tratta di una ragione etica che ha la sua concreta validità, se si tiene conto che nel mondo si uccidono 150 miliardi di animali ogni anno. Il concetto alla base, molto lineare,

Troviamo poi anche un motivo per certi versi più egoistico, ovvero quello di mantenersi in salute: secondo la scienza infatti, la dieta a base di proteine vegetali è la più salubre in assoluto. Questo si tradurrebbe poi in meno gente che si ammala per patologie cardiovascolari, tumori e altre malattie, con conseguenti costi umani e sanitari.

Esiste poi un terzo motivo, non meno importante: la sopravvivenza del nostro ecosistema: non esiste infatti terreno sufficiente per allevare gli animali e soprattutto produrre il loro mangime da un lato e cereali per noi; i bovini emettono grandi quantità di gas serra, in particolare metano, molto dannosi per l’ambiente; gli escrementi di questi miliardi di animali finiscono in acqua e mari; e non da ultimo, per produrre carne occorre una quantità di acqua che non abbiamo più a disposizione, se è vero che solo per un kg di carne bovina servono 15 mila litri di acqua.

"E in questo senso davvero la scelta di una dieta vegana, o quasi vegana, non ha più nulla di ideologico, se mai lo avesse avuto. Ma è una vera e urgente necessità. Anche perché in futuro alcuni cibi estremamente idrovori non potranno più essere prodotti.
D'altronde, se la situazione degenera dal punto di vista climatico, è possibile persino che i governi facciano leggi che impongano alla gente di mangiare meno carne o non mangiarne affatto, proprio come oggi si tassano merendine e zuccheri
" prosegue la giornalista.

"Sarebbe però auspicabile non arrivare all'imposizione dall'alto, ma semplicemente decidere da sé di ridurre drasticamente le proteine animali nel proprio piatto. Anche per scoprire che non c’è nulla da perdere nel gusto e nel piacere di mangiare. E che è molto più facile di quanto non ci si immagini. Facile, intelligente, salubre, rispettoso della vita altrui e compatibile con la sopravvivenza dell’uomo sulla terra" conclude la giornalista.